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Che classe

che classe

Veronica Liberale, Fabrizio Catarci, Antonia Di Francesco, Alessandra De Pascalis, Gioele Rotini, Veronica Pinelli

“Che classe” di Veronica Liberale. Regia di Marco Simeoli

In un liceo romano si organizzano corsi serali per studenti lavoratori, finalizzati al conseguimento del diploma di stato. A candidarsi come insegnante c’è Nora De Cupis, già professoressa nella scuola, che, mal tollerando la perdita di valori dei suoi giovanissimi studenti, decide di passare a insegnare al corso serale. La donna spera di poter finalmente avere a che fare con adulti motivati, ma soprattutto vuole fuggire all’ombra-ricordo di sua madre, ex professoressa, mitizzata e amata da tutta la scuola, nonché talentuosa scrittrice di successo. E così la giovane prof, paladina della cultura, amante dei classici, che parla di Foscolo e Manzoni come se fossero suoi amici di vecchia data, si ritrova a dover gestire una classe molto particolare di adulti-bambini, specchio di una società che gioca al ribasso.

Tra questi c’è Costantino Ferrari, ristoratore romano, le cui uniche passioni sono il calcio e il cibo e che torna sui banchi di scuola più per spirito di competizione nei confronti del fratello laureato, che per amore della conoscenza. Troviamo poi Liubotchka, emigrata russa, provata dalla vita, dal carattere apparentemente brusco, costretta a prendere il diploma perché quello conseguito in madrepatria non è valido. In una classe non può certo mancare il “secchione”, nella persona di Alfonso, giovane uomo dall’intelligenza e dalla memoria superiore alla media, che in passato ha abbandonato la scuola per gravi problemi di relazione con gli altri e che trova il suo opposto in Calogera, giovanissima e superficialissima fashon-blogger, rappresentante della generazione dei nativi digitali, completamente dipendenti dalla tecnologia. A vegliare su di loro l’occhio attento, bonario e complice di Tecla, una simpaticissima e indolente bidella romana. L’unico personaggio sempre uguale a se stesso, immutabile nel tempo, quasi una figura mitologica, “metà toro-metà Sora Lella”, come tutte quelle figure che ci hanno accompagnato nel nostro passaggio in quel regno, a volte ovattato, a volte difficile che è la scuola, di cui le bidelle sono e resteranno mesti guardiani.

Tra litigi, amori , amicizie e profonde crisi personali ciascun componente della classe imparerà a fidarsi dell’altro, a far un po’ pace con il proprio passato, giungendo così alla fine dell’anno e al fatidico esame di stato, ognuno, con in tasca la propria personalissima “maturità”.

Il testo vuole illustrare in chiave leggera e comica un piccolo universo, che è quello delle scuole serali, in cui adulti tornano coraggiosamente sui banchi di scuola per migliorare il proprio presente e ricostruirsi un futuro. Ed ecco che la letteratura, la poesia, la storia avvicinano e uniscono ancora una volta persone di estrazione diversa a ricordarci che, nonostante tutto, la cultura resta per ciascuno di noi il più bel riscatto sociale.

 

In scena domenica 29 ottobre 2017 alle ore 17:30

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Al botteghino giorni spettacoli (dalle ore 15 alle ore 17:30)